SONO UNA MAESTRA IN PENSIONE. AMO LA COMPAGNIA, LA MUSICA, MI PIACE SUONARE, VIAGGIARE, COMUNICARE INTERESSI, SENTIMENTI, VOGLIA DI VIVERE. MI PIACCIONO LE PERSONE CHE NON SONO AVARE IN QUESTO SCAMBIO.

venerdì 13 aprile 2012

TORTANI CALABRESI

         

"Per scoprire chi siamo dobbiamo conoscere da dove

 veniamo, di che colore è la nostra terra, e qual è il suo 

profumo"

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Ed ecco il profumo, il colore, "il sapore dei  

tortani". 


I tortani sono un pane pasquale.  Sono  fatti con

 farina, uova, acqua, sale, lievito e finocchio selvatico.

( La ricetta qui)

Mia nonna, che gestiva un panificio, era una grande esperta in

 queste preparazioni.

Lei usava il lievito madre e lasciava lievitare l'impasto per sette, 

otto ore. Inoltre erano cotti in un forno alimentato con fascine 

di ulivo che appena prendevano fuoco sprigionavano l'odore 

della mia terra.

Puntualmente ogni anno ne preparava uno immenso per la 

famiglia. Era una treccia chiusa in tondo 

 adornata di tante uova quanti i componenenti della

 famiglia stessa. 

Uno spettacolo!!!!!!  mmmmmmhh ...Che bonta'!!!

Un esempio
Nel giorno di pasquetta quando si andava a "passar - l'acqua", 

 attraversando un fiumiciattolo a piedi o con il calesse trainato 

dai cavalli,  si  arrivava nelle campagne appena 

fuori dal paese e  i tortani erano d'obbligo per il pranzo.

La nonna lo tagliava a fettine sottili e  lo serviva 

accompagnandolo con soppressata o salame o frittata di 

asparagi  (la preferita da zia Elvira!)

I tortani per i  bambini avevano  forme più spiritose.

C'erano i  "cuzzuli" o i panieri.

I cuzzuli da: Ilgalloalgril.it

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Il paniere


Oggi, con qualche cambiamento,  la tradizione culinaria 

pasquale  continua. I tempi di preparazione si sono 

notevolmente accorciati. Si comprano direttamente dai fornai

 privandosi di quell'atmosfera magica di attesa  e sorpresa.

La mia mamma sa quanto io sia legata a questi odori e sapori 

ed ogni anno, prima di Pasqua fa compiere un viaggio di mille

 chilometri ad un  "bel tortano", che arriva  fino a me!!!!!
  
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giovedì 12 aprile 2012

... E' Pasqua

Un ulivo della piana di Sibari


"Per scoprire chi siamo dobbiamo conoscere da dove

 veniamo, di che colore è la nostra terra, e qual è il suo 

profumo"


Le festività che ho vissuto fino a 20 anni, sempre e solo nel mio 

paese, hanno lasciato nei miei ricordi segni indelebili che 

affiorano nella mia mente e nel mio cuore  puntualmente, ad 

ogni ritorno annuale delle feste.

La Pasqua di ieri evoca immagini, suoni, odori,  colori, 

sentimenti.

Le immagini mi riportano al rito della  processione del Venerdì 

Santo, U VENNERI SANT come si dice in vernacolo,

quando si portano in processione le statue di cartapesta che 


narrano la Passione di Cristo.   

Immagini struggenti dei  flaggellanti, che si percuotono per 

tutto il giorno con flagelli di ferro. 

I flagellani all'uscita dalla chiesa
 Senza soluzione di continuità si battono  il petto e le spalle 

camminando spesso scalzi e incappucciati,  per penitenza e

 ringraziamento.

I flagellanti  sono chiamati " i disciplini "


Un'altra immagine le addolaratine. Sono bambine vestite, per 

devozione, come la Madonna Addolarata


E ancora il fedele, che trascina la catena 

trasportando, scalzo,  questo grande peso sulla spalla.


La bara, scultura lignea del 1600, nella quale è stato deposto il 

corpo di Gesù, seguita dalla statua di Maria dal  viso cereo,  

addolorata e inconsolabile come madre alla quale è stato fatto


morire  il  proprio figlio.

"Verso le nove la processione comincia piano piano con musica con canti preghiere. Davanti la tromba ed i tamburi che aprono la sfilata dei misteri."

Indimenticabili  le tristi note, i suoni struggenti dei tamburi,
  
della tromba,  

la buccina
 della tiratocco



QUESTE IMMAGINI E SUONI  AFFOLLANO LA MIA MENTE RICORDANDOMI CHE LA

PROCESSIONE NEL TEMPO   RACCONTA ANCHE LA STORIA DI UNA COMUNITA'

 CHE HA SOFFERTO PER I SOPRUSI DEI POTENTI, PER LE GUERRE PER 

L'EMIGRAZIONE . RISENTO CON NITIDEZZA IL SUONO DELLA TROMBA CHE LA 

MATTINA DELLA DOMENICA DI PASQUA, ALL'ALBA ANNUNCIAVA ED ANNUNCIA 

LA RESURREZIONE. RIVIVO TUTT'OGGI UNA GRANDE EMOZIONE AL RICORDO 

DI 

QUEL SUONO E SPERO CHE QUELLA RESURREZIONE SI REALIZZI NEL CUORE E 

NELLA REALTA'  PERCHE' LA VITTORIA POSSA SEGNARE L'INIZIO DI UN'ALBA 

NUOVA E POSSA ESSERE CANTATA...IN UN FUTURO MIGLIORE  PIU' FORTUNATO, 

PER I LUOGHI E PER LE GENTI



Per approfondire suggerisco la lettura di:




LA MIA PASQUA OGGI , piena di simboli pasquali è  QUI e  QUI



 

domenica 1 aprile 2012