SONO UNA MAESTRA IN PENSIONE. AMO LA COMPAGNIA, LA MUSICA, MI PIACE SUONARE, VIAGGIARE, COMUNICARE INTERESSI, SENTIMENTI, VOGLIA DI VIVERE. MI PIACCIONO LE PERSONE CHE NON SONO AVARE IN QUESTO SCAMBIO.

sabato 29 giugno 2013

Margherita Hack

Margherita Hack , amica delle stelle come si era definita in un suo

 libro, da stanotte  è nel suo Infinito. 

E' morta la scorsa notte all'età di 91 anni.
 
Immagine dal web

Voglio ricordarla  con questo libro


di S. Cerrato e Margherita Hack

Il libro fa parte di una serie di testi  che raccontano la vita di  donne

 che per la loro intelligenza, per il contributo che han dato alla 

scienza meritano di essere conosciute e ricordate.

L'ho letto qualche anno fa. E' un libro scritto in maniera semplice,

colloquiale, accattivante. E'  un'autobiografia nella quale

 l'astrofisica si racconta ai giovani e fa conoscere  la sua famiglia, i 

luoghi in cui ha abitato, i suoi studi, il suo primo amore, il suo 

interesse per l'astrofisica  e per l'astronomia, i suoi viaggi per il 

mondo, i suoi ricordi piacevoli e tristi,  divertenti,  il suo impegno 

politico e civile, l'esperienza teatrale  Variazioni sul cielo...

Immagine dal web


Da questo libro un suo ricordo di figlia e di scienziata.

Margherita 

Margherita. e' un fiore semplice e bello, un fiore comune, anzi 

"popolare", che riempe i campi a giugno, proprio il mese del 

mio compleanno. Ed è il nome che hanno scelto per me i miei 

genitori. Erano in sintonia con la natura e vedevano in tutti gli 

esseri viventi qualcosa di prezioso da amare e rispettare. Mi 

hanno insegnato l'amore per la libertà e la giustizia. 

Margherita, un nome che è quasi un simbolo del loro modo di

 vedere la vita...


 
 da Variazioni sul cielo 

Spettacolo per luci, suoni sogni riportato nei documenti dello 

stesso testo.

Immagine dal web



Immagine dal web

6 Apocalisse -paure

Attraverso l'osservazione ho capito che le stelle non durano 

per sempre ne ho viste alcune fra le più belle dissolversi e 

cadere nel cielo. Se se ne dissolve una, possono dissolversi tutte, 

potrebbero farlo tutte nella stessa nottata. Quel momento 

arriverà, lo so. Ho intenzioni di rimanere sveglia ogni notte a 

guardarle, fin quando si riesce di rimanere sveglia...
 

“Buon viaggio Margherita Hack, le stelle che 

hai amato e ci hai fatto amare adesso ti 

aspettano..”

Immagine dal web



  Ed io mi associo al  bel saluto  di Luca Parmitano, astronauta siciliano impegnato nella missione sulla Stazione Spaziale Internazionale, dove è arrivato il 29 maggio scorso.  






















martedì 12 febbraio 2013

La cucina del buon gusto

Natura morta con piatto di fave e un garofano, di Giovanna Garzoni, Galleria Palatina, Palazzo Pitti, Firenze

Era da tanto che non leggevo un libro così accattivante. 

Io che non mi reputo una brava cuoca ma che ho consapevolezza 

dell'importanza per una donna di essere brava in cucina e 

dell'importanza e della bellezza degli incontri attorno ad una tavola 

imbandita in modo piacevole,  ho letto questo libro gustandone  

tutte le "succulenti" pagine.  Era proprio quel che volevo sentirmi 

dire attorno alla cucina.  Mi è piaciuto tantissimo.

Dal titolo sembrerebbe un libro di ricette. Non è così.

 

Ricette ce ne sono, ma poche. Sono originali e 

creative, di quelle che si realizzano  in casa abbinando antiche 

tradizioni a tante varianti nate  dalla  capacità 

di ricreare con buon gusto qualcosa di già sperimentato.

Tutto il libro è un inno alla cucina come amore per la 

prepaparazione dei cibi, per il   convivio, per il  piacere di stare a 

tavola, per l' amore di fare la spesa,  per il colore dei cibi,  

 per l'appagamento dei sensi e di un sesto senso  

" Come il gusto, eccitato dall'appetito e dalla sete, ci procura 

maggiori godimenti attraverso il piacere della tavola, così gli 

organi destinati alla conservazione della spècie costituiscono un 

sesto senso: le genesique o l'amour physique."


" La consapevolezza di quello che si cucina, del perchè lo si cucina 

e per chi, dà godimento: dalla scelta degli ingredienti alla 

preparazione della tavola, dall'abbinamento delle portate 

all'accompagnamento dei vini.

Cucinare ci fa sentire umani."

E non solo.

Dalla lettura emergono altri motivi per cui si può continuare 

a cucinare in una società dove è facile mangiare in tanti e diversi 

luoghi, dove si può trovare cibo cucinato vario e plurietnico a tutte 

le ore.

In sintesi le motivazioni  

Cucinare non è una perdita di tempo.

Cucinare è mantenere la libertà e il potere di creare quello che  

vogliamo e che ci piace.

Per recuperare l'antica abilità di trasformare gli ingredienti in 

cibo.

Perchè cucinare è uno sfogo.

Perchè cucinare è il legame benefico con la natura attraverso la 

scelta e la preparazione degli ingredienti 

  Scritto a quattro mani da Simonetta Agnello Hornby e Maria Rosario 

Lazzati il libro è dedicato a Jean Anthelme Brillat-Savarin 
  



un politico e gastronomo francese che ha scritto Fisiologia del 

gusto e che ha ispirato e permesso alle autrici di attualizzare la 

filosofia del buon gusto della cucina facendo tesoro del loro 

patrimonio di esperienze per la cucina siciliana della prima  e di 

quella milanese per la seconda.



lunedì 11 febbraio 2013

Nevica!



     Nevica!  Nevica!  Nevica!        

L'inverno qui dove vivo, nella 

pianura padana, non è bellissimo.

C'è quasi sempre grigio ed unido. 
 
Qualche volta viene la neve, la

temperatura scende di molto sotto lo 

zero e allora sembra di vivere in un 

mondo fatato.






 Spesso il sole illumina le giornate di 

neve e finalmente si può  passeggiare 

per le strade di campagna, godere 

delle bellezze del paesaggio di 

 pianura, del silenzio e condividere 

il piacere di questa poesia con 

persone che sanno apprezzare 

ciò che di bello ti può dare la natura








La sera può anche capitare che questo 

paesaggio riceva l'ultima luce da un 

tramonto tutto rosso ed il cielo di 

fuoco contrasta con il bianco  

scintillante dei tetti.

 Questo basta... 




domenica 27 gennaio 2013

BRUNDIBAR

Il suonatore di organetto


E' questo il tredicesimo anno che il 27 Gennaio si 

celebra  ufficialmente a livello internazionale la



Con questi post (qui qui qui) la giornata della 

memoria del 2012 .Quest'anno voglio ricordare 

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BRUNDIBAR

 Un'operetta di Hans Krasa un musicista nato a Praga e deportato a Terezin


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 Ho letto di questa operetta alcuni anni fa durante 

un'attività di  ricerca sul campo di Terezin e sul 

significato della musica nei lagher. Da allora ho 

acquisito tante informazione, ho acquistato vari  

materiali (libri, cd, dvd)  e seguo le informazioni 









sulle rappresentazioni che di anno in anno  

vengono allestite in varie parti d'Italia


Giornata della memoria 2009

24 gennaio 2009 ore 15,30

 Una favola per sopravvivere: “Brundibar” di Hans Krasa  

Auditorium “Verdi” Milano,
 
Auditorium  Verdi  Milano

con il coro dei Pueri Cantores di Vicenza e

l’ orchestra “Verdi” di Milano 

Direttore: Roberto Fioretto

Io c'ero

 Grande è stata l'emozione in un teatro pieno di 

adulti e  ragazzi  che in assoluto silenzio hanno 

assistito allo spettacolo e sono sicura  che in tanti  

abbiamo trattenuto le lacrime e le abbiamo 

asciugate quando  scendevano a profusione. 

  Le luci si spengono in platea. Gli interpreti alla 

luce di una candela con una stella gialla sul petto e

 intonando una melodia ebraica fanno il loro 

ingresso. L'emozione cresce con lo svolgersi della

 rappresentazione. All'esplosione finale di un 

canto liberatorio e vittorioso, un nodo  alla gola 

ha unito tutto il pubblico in un'emozione 

profonda che è esplosa alla fine con scroscianti 

applausi.



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Cecoslovacchia, 23 settembre 1943, nella cittadina di  

Theresienstadt

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 "si mette in scena l’operina per bambini 

“Brundibar” di Hans  Krasa. I piccoli artisti e 

l’orchestra sono eccellenti, la sala è


gremita, il pubblico applaude entusiasta, ma…. 

tutto ciò si svolge in un campo di  

concentramento; il pubblico, gli artisti, lo

stesso Krasa, sono prigionieri ebrei, deportati da 

Cecoslovacchia, Austria, Germania, Danimarca.

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Brundibar venne eseguita la prima volta il 23 Settembre del 1943 e 
 replicata per ben 55 volte a Terezin. Le autorità naziste del campo la  usarono per fare promozione di Terezin che volevano presentare 
 come Ghetto modello dove si viveva con dignità.
(Guarda il video)
   E' un'operetta divisa in 2 atti e 16 scene. Parla di due bambini 
 Pepicek e Aninka orfani di padre, bisognosi di latte per la madre

 malata.  Decidono di esibirsi in canti e danze per guadagnare del denaro. La piazza però è dominio di Brundibar, un suonatore di organetto che scaccia i fratellini. In loro aiuto arrivano tre animali:


 un passerotto, un cane, un gatto che coinvolgono i bambini di una scuola e con il loro canto sconfiggono il malvagio Brundibar.

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Anche quest'anno Brundibar è stata allestita in 
 molti teatri: 

a Genova 

BRUNDIBAR MUSIC FOR MEMORY  

(Vedi QUI QUI )


Per non dimenticare

Ed anche quest'anno Brundibar diventa per i ragazzi una testimonianza delle sofferenze che l'infanzia stava subendo a Terezin e vuole lanciare nel mondo il messaggio che è possibile con l'amicizia e la solidarietà sconfiggere il male

" Dimenticare è impossibile, conoscere è necessario "

Primo Levi


"Terezin quindi come esempio per il Nostro Futuro !
Brundibar per conoscere la storia ma come monito per il nostro presente talora sordo e cieco !
La Maschera del Male che viene sconfitta dalla Maschera del Bene. La Maschera e la rappresentazione come luoghi privilegiati per raccontare la distruzione, la condanna del potere crudele.
La Maschera come atto rivoluzionario, come ribaltamento.
La Maschera decreta la fine del Male.
La Maschera agisce attraverso il teatro con libertà .
Attraverso Brundibar ridiamo del Male lo sbeffeggiamo nell’attesa che esso definitivamente crolli."
                                                          Alessio Pizzech